"L'illusione di Dio"

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elghorn84
00lunedì 2 marzo 2009 15:30
"L' illusione di Dio. Le ragioni per non credere", di Richard Dawkins, Mondadori

Ho da poco cominciato a leggerlo, e devo dire che è davvero illuminante. E' un manifesto ateista, è vero, ma ha una logica (per me) schiacciante.

Per mesi ho rimandato la sua lettura, forse impaurito di perdere anche l'ultimo baluardo, la credenza nell'esistenza di un Dio. Ma, se ho imparato qualcosa anche da questo forum, è quella di leggere tutto e sempre, anche se certe cose possono far male.

Ve lo consiglio. Apre le menti.

"Richard Dawkins è uno dei più famosi scienziati di oggi e uno dei più strenui difensori della teoria darwiniana della selezione naturale. La tesi di questo suo nuovo libro, che ha suscitato un enorme clamore nel mondo anglosassone e ha generato un dibattito accesissimo, è molto semplice: Dio non esiste e la fede in un essere superiore è illogica, sbagliata e potenzialmente mortale, come millenni di guerre di religione e la recente minaccia globale del terrorismo fondamentalista islamico dimostrano ampiamente. Agli occhi di Dawkins, ogni religione condivide lo stesso errore fondamentale, vale a dire l'illusoria credenza nell'esistenza di Dio, e, con essa, la pericolosa sicurezza di conoscere una verità indiscutibile perché sacra".
(Mario70)
00lunedì 2 marzo 2009 15:36
Re:
elghorn84, 02/03/2009 15.30:

"L' illusione di Dio. Le ragioni per non credere", di Richard Dawkins, Mondadori

Ho da poco cominciato a leggerlo, e devo dire che è davvero illuminante. E' un manifesto ateista, è vero, ma ha una logica (per me) schiacciante.

Per mesi ho rimandato la sua lettura, forse impaurito di perdere anche l'ultimo baluardo, la credenza nell'esistenza di un Dio. Ma, se ho imparato qualcosa anche da questo forum, è quella di leggere tutto e sempre, anche se certe cose possono far male.

Ve lo consiglio. Apre le menti.

"Richard Dawkins è uno dei più famosi scienziati di oggi e uno dei più strenui difensori della teoria darwiniana della selezione naturale. La tesi di questo suo nuovo libro, che ha suscitato un enorme clamore nel mondo anglosassone e ha generato un dibattito accesissimo, è molto semplice: Dio non esiste e la fede in un essere superiore è illogica, sbagliata e potenzialmente mortale, come millenni di guerre di religione e la recente minaccia globale del terrorismo fondamentalista islamico dimostrano ampiamente. Agli occhi di Dawkins, ogni religione condivide lo stesso errore fondamentale, vale a dire l'illusoria credenza nell'esistenza di Dio, e, con essa, la pericolosa sicurezza di conoscere una verità indiscutibile perché sacra".




Amico mio, attento alle fasi del pendolo, nessuno ti può capire più di me, ma cerca di non perdere proprio tutto, fede in primis, non ne vale la pena... ovviamente puoi e devi leggere di tutto, ma soppesa sempre bene ogni cosa, non lasciarti andare totalmente.
Con affetto
Mario
Polymetis
00lunedì 2 marzo 2009 20:59
Invece la maggior parte degli intellettuali l'ha trovato di una banalità filosofica sconcertante. Tra l'altro il Dio di cui parla costui e che pretende di attaccare, ha ben poco a che fare col dio dei cristiani, evidentemente ha capito poco.

Ad maiora
edinz
00lunedì 2 marzo 2009 21:19
Re:
Polymetis, 02/03/2009 20.59:

Invece la maggior parte degli intellettuali l'ha trovato di una banalità filosofica sconcertante. Tra l'altro il Dio di cui parla costui e che pretende di attaccare, ha ben poco a che fare col dio dei cristiani, evidentemente ha capito poco.

Ad maiora




Fuori i nomi, caro Poly, dicci chi sono questi intellettuali che l'avrebbero trovato banale; io l'ho letto e non mi è sembrato tale. Tuttavia, riconosco di non essere così autorevole e devo altresì dichiarare la colpa di un atteggiamento pregiudiziale che potrebbe avermi annebbiato la mente... ma tu sei senz'altro più obbiettivo.

Trianello
00lunedì 2 marzo 2009 23:49
Re: Re:
edinz, 02/03/2009 21.19:




Fuori i nomi, caro Poly, dicci chi sono questi intellettuali





Ne trovi una breve rassegna nel volumetto di J. Cornwell, L'angelo di Darwin.
elghorn84
00martedì 3 marzo 2009 12:39
Re:
Polymetis, 02/03/2009 20.59:

Invece la maggior parte degli intellettuali l'ha trovato di una banalità filosofica sconcertante. Tra l'altro il Dio di cui parla costui e che pretende di attaccare, ha ben poco a che fare col dio dei cristiani, evidentemente ha capito poco.

Ad maiora




Mah, non sono un filosofo e non mi interessa la filosofia.
Più che definirlo banale potrebbero darci qualche indicazione facilmente comprensibile che non sia teologia riservata a pochi per farci credere in Dio, o almeno darcene qualche minima prova semi-scientifica, che non faccia appello al bisogno di credere in qualcosa che ci accomuna tutti.
E comunque la questione affrontata non è l'esistenza di un Dio particolare, ma di Dio, in qualunque forma e concezione umana. Mica poteva scrivere un libro per ogni Dio di ogni religione...
Detto questo, non sto leggendo il libro con pregiudizi ideologici, non so davvero quale sia la verità. Però quello che leggo in questo libro ha una logica che altrove, quando si parla di Dio, non trovo.
Tutto qui.
35.angelo
00martedì 3 marzo 2009 17:50
Re:
elghorn84, 02/03/2009 15.30:

"L' illusione di Dio. Le ragioni per non credere", di Richard Dawkins, Mondadori

Ho da poco cominciato a leggerlo, e devo dire che è davvero illuminante. E' un manifesto ateista, è vero, ma ha una logica (per me) schiacciante.

.




Ciao Elghorn
ci puoi citare qualche esempio tratto dal libro che ti ha colpito nel dimostrare la non esistenza di Dio

ciao [SM=g1543902] [SM=x570892]
angelo

predestinato74
00martedì 3 marzo 2009 18:27
credo che la questione dell'esistenza o meno di Dio sia una questione filosofica, non scientifica. Non so se l'autore di questo libro sia un filosofo o come sembra, uno scienziato.
Uno scienziato che parla di Dio in termini scientifici, non esula dalla sua materia?
Cosa c'entra la scienza con la metafisica?

vorrei chiedere agli "intelettuali" presenti in questo forum se possono consigliare un opera sulla filosofia, adatta a camionisti e casalinghe, nonchè a gente che non ha una mentalità "logica" come me e che trovano grande difficoltà in questa materia.

Polymetis
00mercoledì 4 marzo 2009 11:49

vorrei chiedere agli "intelettuali" presenti in questo forum se possono consigliare un opera sulla filosofia, adatta a camionisti e casalinghe, nonchè a gente che non ha una mentalità "logica" come me e che trovano grande difficoltà in questa materia.



Un'opera che tratti di cosa? Un'introduzione alla teologia filosofica, alla filosofia della religione, o un'introduzione alla filosofia in generale?
Al Nair
00mercoledì 4 marzo 2009 14:04
Di Dawkins ho letto "L'orologiaio cieco", interessante strumento divulgativo della teoria dell'evoluzione.

Se ti interessa informarti anche sulle ragionevoli ragioni dei credenti, ti consiglio di leggere "L'inizio di tutte le cose" di Hans Küng. Tra l'altro Küng è un teologo cattolico non allineato, anzi fortemente critico verso le posizioni conservatrici della chiesa, cosa che, leggendo ciò che scrivi, dovrebbe predisporti favorevolmente alla sua lettura.
predestinato74
00mercoledì 4 marzo 2009 14:26
Re:
Polymetis, 04/03/2009 11.49:


vorrei chiedere agli "intelettuali" presenti in questo forum se possono consigliare un opera sulla filosofia, adatta a camionisti e casalinghe, nonchè a gente che non ha una mentalità "logica" come me e che trovano grande difficoltà in questa materia.



Un'opera che tratti di cosa? Un'introduzione alla teologia filosofica, alla filosofia della religione, o un'introduzione alla filosofia in generale?




qualcosa ad uso e consumo di chi si professa cristiano e crede che insieme alla Fede, la Ragione sia l'altra ala per tendere a Dio.
Insomma qualcosa che ci dia gli strumenti razionali per affermare l'esistenza di Dio contro le filosofie che ne fanno o una illusione, o una creazione dell'uomo.

predestinato74
00mercoledì 4 marzo 2009 14:28
Re:
Al Nair, 04/03/2009 14.04:

Di Dawkins ho letto "L'orologiaio cieco", interessante strumento divulgativo della teoria dell'evoluzione.

Se ti interessa informarti anche sulle ragionevoli ragioni dei credenti, ti consiglio di leggere "L'inizio di tutte le cose" di Hans Küng. Tra l'altro Küng è un teologo cattolico non allineato, anzi fortemente critico verso le posizioni conservatrici della chiesa, cosa che, leggendo ciò che scrivi, dovrebbe predisporti favorevolmente alla sua lettura.




ti riferisci a me? da cosa desumi che io possa essere alineato sulle idee di Kung?
elghorn84
00mercoledì 4 marzo 2009 14:56
Re: Re:
35.angelo, 03/03/2009 17.50:




Ciao Elghorn
ci puoi citare qualche esempio tratto dal libro che ti ha colpito nel dimostrare la non esistenza di Dio

ciao [SM=g1543902] [SM=x570892]
angelo





Premetto che non ho ancora finito di leggerlo. Mi riservo di rispondere più in là.

Una cosa, però: si dice che alla scienza ci pensino gli scienziati e a Dio ci pensino i teologi, separando quindi le due cose. L'autore dice, e perché a Dio non ci pensano anche i macellai, i meccanici, gli impiegati di banca? Cos'hanno in più i teologi? Ci dimostrano scientificamente l'esistenza di Dio? Fino a prova contraria, no.
elghorn84
00mercoledì 4 marzo 2009 15:00
Re:
Al Nair, 04/03/2009 14.04:

Di Dawkins ho letto "L'orologiaio cieco", interessante strumento divulgativo della teoria dell'evoluzione.

Se ti interessa informarti anche sulle ragionevoli ragioni dei credenti, ti consiglio di leggere "L'inizio di tutte le cose" di Hans Küng. Tra l'altro Küng è un teologo cattolico non allineato, anzi fortemente critico verso le posizioni conservatrici della chiesa, cosa che, leggendo ciò che scrivi, dovrebbe predisporti favorevolmente alla sua lettura.




Credo si riferisse a me.
predestinato74
00mercoledì 4 marzo 2009 15:13
Re: Re: Re:
elghorn84, 04/03/2009 14.56:




Premetto che non ho ancora finito di leggerlo. Mi riservo di rispondere più in là.

Una cosa, però: si dice che alla scienza ci pensino gli scienziati e a Dio ci pensino i teologi, separando quindi le due cose. L'autore dice, e perché a Dio non ci pensano anche i macellai, i meccanici, gli impiegati di banca? Cos'hanno in più i teologi? Ci dimostrano scientificamente l'esistenza di Dio? Fino a prova contraria, no.




io risponderei, perchè se ti devi far operare di appendicite non vai dal macellaio ma dal chirurgo? è vero che i due mestieri per certi versi si somigliano [SM=x570867] ma credo propenderesti per il chirurgo.

poi perchè tirare in ballo i teologi (la teologia implica una rivelazione) invece dei filosofi (la filosofia si basa sull'osservazione e deduzione a partire dalla natura)?
quasi a dire che a Dio ci credono solo i teologi? assurdo.

ma forse devi andare avanti nella lettura, non credo che un filosofo di tale levatura usi argomentazioni di questo tipo.
Divenire81
00mercoledì 4 marzo 2009 15:16
Se credere in Dio è un utopia, cosa è credere che l'universo, in tutto ciò che lo compone e del quale conosciamo un'infinitesima parte, sia una semplice coincidenza di fattori?

Ciò di cui mi rendo conto giorno per giorno è che quando si comincia a dare per scontato qualsiasi cosa, si diventa degli esseri molto superficiali.

Se oggi molte persone dubitano dell'esistenza di un creatore, non è tanto per il fatto che lui non si sia manifestato concretamente, ma semplicemente perchè l'uomo, facendo leva sulla spiritualità del suo essere, ha commesso i peggiori crimini dell'umanità.
Questo ha comportato la formazione di una serie di anticorpi, i quali possono generare a loro volta il fenomeno chiamato: "Ateismo".

Nulla di nuovo sotto la luce del sole. Chi soggiorna con la propria spiritualità in una religione, a spada tratta, difenderà le proprie credenze. Chi invece considera religione=Dio, facendo leva su quanto detto della storia della fede, dirà che un Dio non può esserci.

Io non dubito sull'esistenza di Dio, ma dubito riguardo alle capacità umane.
Quando un uomo cercare di fornire delle risposte, riesce solo a fare nuove domande. Siamo troppo giovani, siamo come bambini che muovono i primi passi, e come bambini necessitiamo di una guida.
La guida sta in Dio, ma non nel Dio che ogni religione crede di avere migliore dell'altra, ma nel Dio che se cercheremo e troveremo dentro di noi.


"Chi è causa del proprio male pianga se stesso..." era saggio quest'uomo... [SM=g1660613]

Divenire81
00mercoledì 4 marzo 2009 15:19
Scusate, ma nell'ultima parte del mio post, in fase di correzione, ho tagliato alcune parti, ma non le ho corrette a dovere. Quindi se ci sono delle mancanze è per quello.

Il concetto non cambia.

Scusate ancora.
elghorn84
00mercoledì 4 marzo 2009 15:37
Re: Re: Re: Re:
predestinato74, 04/03/2009 15.13:




io risponderei, perchè se ti devi far operare di appendicite non vai dal macellaio ma dal chirurgo? è vero che i due mestieri per certi versi si somigliano [SM=x570867] ma credo propenderesti per il chirurgo.

poi perchè tirare in ballo i teologi (la teologia implica una rivelazione) invece dei filosofi (la filosofia si basa sull'osservazione e deduzione a partire dalla natura)?
quasi a dire che a Dio ci credono solo i teologi? assurdo.

ma forse devi andare avanti nella lettura, non credo che un filosofo di tale levatura usi argomentazioni di questo tipo.




Ovviamente come ti scrivo io, di fretta e furia mentre sono a lavoro, non rende bene l'idea del ragionamento che fa Dawkins, che non è affatto scontato.

Non so se Dio esista o meno; certo, supponendo che non esista continuerei a chiedermi come facciamo ad essere qui, come sia possibile che il mondo sia nato per caso.

Credo, semplicemente, che non avrò mai risposte certe. E spero che un giorno smetterò di pormi domande.
Polymetis
00mercoledì 4 marzo 2009 17:09

Ci dimostrano scientificamente l'esistenza di Dio?



ora capisco perché t'è piaciuto Dawkins, hai in mente una mitologia della scienza e del metodo scientifico. L'epistemologia ha appurato da 80 anni che le dimostrazioni scientifiche non esistono, né quando parlano di Dio, ne quando parlano di materia.

Ad maiora
Robenz
00mercoledì 4 marzo 2009 17:44
Si Dio ti può sembrare un'illusione... fino a quando LUI non ti raggiunge, LUI sa aspettare, LUI è paziente, LUI ti AMA!!!

Pensi di vivere bene senza di LUI???
Pensi di essere autosufficiente?

Cosa ti rende superiore agli animali, la sola intelligenza?


Proverbi 30:24
Ci sono quattro animali fra i piú piccoli della terra, e tuttavia pieni di saggezza:

[SM=x570868] [SM=x570872] [SM=x570868] [SM=x570899] [SM=g1543902]
edinz
00mercoledì 4 marzo 2009 22:17
Re:
Divenire81, 04/03/2009 15.16:


...
Se oggi molte persone dubitano dell'esistenza di un creatore, non è tanto per il fatto che lui non si sia manifestato concretamente, ma semplicemente perchè l'uomo, facendo leva sulla spiritualità del suo essere, ha commesso i peggiori crimini dell'umanità.
Questo ha comportato la formazione di una serie di anticorpi, i quali possono generare a loro volta il fenomeno chiamato: "Ateismo".
...




Non per tutti. Se dubito, fortemente, dell'esistenza di un dio, non è per la meschinità umana, ma perché il divino mi pare una risposta semplicistica ai quesiti della vita e al senso della stessa, ammesso e non concesso che un senso ce l'abbia. Dio è una risposta pronta, preconfezionata e buona per tutto ma, proprio per questo, insufficiente a soddisfare il mio desiderio di verità. Credere in dio, a mio modo di vedere, significa smettere di cercare, significa accontentarsi di una risposta insoddisfaciente, significa rinunciare alla riflessione filosofica o, quantomeno, vincolarla entro spazi angusti.


predestinato74
00mercoledì 4 marzo 2009 22:39
Re: Re:
edinz, 04/03/2009 22.17:




Non per tutti. Se dubito, fortemente, dell'esistenza di un dio, non è per la meschinità umana, ma perché il divino mi pare una risposta semplicistica ai quesiti della vita e al senso della stessa, ammesso e non concesso che un senso ce l'abbia. Dio è una risposta pronta, preconfezionata e buona per tutto ma, proprio per questo, insufficiente a soddisfare il mio desiderio di verità. Credere in dio, a mio modo di vedere, significa smettere di cercare, significa accontentarsi di una risposta insoddisfaciente, significa rinunciare alla riflessione filosofica o, quantomeno, vincolarla entro spazi angusti.






sembra di capire dal tuo messaggio, che per te, il vero valore è viaggiare, non l'essere giunti a destinazione.
Il valore è cercare, non trovare l'oggetto cercato.

quindi la ricerca finalizzata a se stessa e non finalizzata al possesso della verità, perchè chiunque afferma di essere giunto ad una qualsiasi verità, smette perciò stesso di cercare.

ma a che scopo cercare senza la speranza di trovare?
per il gusto della ricerca?


Credere in dio, a mio modo di vedere, significa smettere di cercare



mah, se dai un occhiata ai monumenti letterari in migliaia d'anni la ricerca non si è mai fermata, pur accogliendo punti fissi, cardinali.
ci vorrebbe una vita a leggere tutte le opere che si sono prodotte da teologi e filosofi sull'argomento Dio.
non mi pare che accettare l'esistenza di Dio e determinati dogmi, costituisca un impedimento alla ricerca, tutt'altro, aiuta a cercare nella direzione giusta
Gocciazzurra
00mercoledì 4 marzo 2009 23:04
Divenire81, 04/03/2009 15.16:


Se oggi molte persone dubitano dell'esistenza di un creatore, non è tanto per il fatto che lui non si sia manifestato concretamente, ma semplicemente perchè l'uomo, facendo leva sulla spiritualità del suo essere, ha commesso i peggiori crimini dell'umanità.


Per me questi due aspetti non vanno disgiunti.
Secondo me, quello che non si riesce a "digerire" è l'idea che il Dio tanto amorevole da aver creato la vita che, senza ombra di dubbio è intrisecamente meravigliosa in tutte le sue forme, continui a consentire efferati crimini che coinvolgono l'intera umanità.
E non mi si venga a giustificare che il tutto è permesso per la favoletta del libero arbitrio di cui è dotato l' essere umano, por favor!
Non è logico, e ancor meno amorevole, che per rispetto del libero arbitrio di uomini-mostri, debbano andarci di mezzo persone dal cuore diametralmente opposto.
Anche le istituzioni umane, pur se imperfette, cercano (almeno tentano) di bloccare le varie tipologie di criminalità.
Sai che bello se anch'esse, in nome del libero arbitrio individuale lasciassero impunita la libertà d'azione dei vari criminali a scapito delle persone oneste!

Comunque, detto questo, non mi sento di rinnegare che alle origini vi sia stato un Creatore, ma piuttosto che ritenere che Egli sia un passivo spettatore, preferisco pensare che per qualche strano mistero, ora/attualmente, questo decantato-amato-odiato-invocato-implorato Dio, non ci sia più.

E' così blasfema l'idea che Dio possa non esistere più?




Al Nair
00giovedì 5 marzo 2009 10:57
Re: Re:
Attenzione, i peggiori crimini dell'umanità sono stati commessi non solo in nome di Dio, ma anche nel nome dell'ateismo ideologico. E' l'ideologia di qualsiasi natura che può essere criminale, non il legittimo orientamento esistenziale dell'uomo.

Quanto al credere o meno in Dio, si tratta apparentemente di una soluzione semplicistica. Non sono particolarmente esperto nè di scienza nè di filosofia, ma la questione dell'esistenza di Dio mi sembra di pari complessità rispetto all'ipotesi che l'universo sia nato dal nulla, o che possa essere sempre esistito. Il credente potrebbe chiedersi, perché esiste Dio? Questo equivale, per l'ateo, a chiedersi perchè esiste "qualcosa" e non il nulla? Difficilmente a mio avviso si troverà una risposta soddisfacente, sia essa scientifica che filosofica.

Ma poi perché l'uomo continua a tormentarsi con queste domande?
predestinato74
00giovedì 5 marzo 2009 11:08
Re: Re: Re:
Al Nair, 05/03/2009 10.57:


Ma poi perché l'uomo continua a tormentarsi con queste domande?




forse dovremmo pendere atto che la domanda che l'uomo si pone da sempre, sulle realtà ultime, fa parte di lui, è una sua caratteristica, parte della sua natura di essere ragionevole.
è come una sorta di 6° senso. Chi nega questo senso, è come se volesse amputare all'uomo una sua caratteristica che ha per natura.
L'uomo é così, prendiamone atto.

chi vuole amputare questo dono, in fondo vuole relegare l'uomo e renderlo simile agli altri animali, un essere che pensa solo alla propria sopravvivenza e alla continuazione della specie, che si contenta di mangiare,bere e proliferare (oggi non più [SM=x570867] ).

quando Cristo dice "non di solo pane vive l'uomo" non dice una cosa nuova, ma un fatto che da sempre accompagna l'uomo.
se poi a questa sete e fame di trascendente corrisponda nella realtà qualcosa o qualcuno che possa saziarlo, così come alla fame corrisponde il cibo, alla sete l'acqua, al desiderio di armonia corrisponde l'arte, la musica ecc ecc, questo è un problema che la filosofia e la teologia affrontano da sempre
elghorn84
00giovedì 5 marzo 2009 15:01
Re:
Gocciazzurra, 04/03/2009 23.04:


Per me questi due aspetti non vanno disgiunti.
Secondo me, quello che non si riesce a "digerire" è l'idea che il Dio tanto amorevole da aver creato la vita che, senza ombra di dubbio è intrisecamente meravigliosa in tutte le sue forme, continui a consentire efferati crimini che coinvolgono l'intera umanità.
E non mi si venga a giustificare che il tutto è permesso per la favoletta del libero arbitrio di cui è dotato l' essere umano, por favor!
Non è logico, e ancor meno amorevole, che per rispetto del libero arbitrio di uomini-mostri, debbano andarci di mezzo persone dal cuore diametralmente opposto.
Anche le istituzioni umane, pur se imperfette, cercano (almeno tentano) di bloccare le varie tipologie di criminalità.
Sai che bello se anch'esse, in nome del libero arbitrio individuale lasciassero impunita la libertà d'azione dei vari criminali a scapito delle persone oneste!

Comunque, detto questo, non mi sento di rinnegare che alle origini vi sia stato un Creatore, ma piuttosto che ritenere che Egli sia un passivo spettatore, preferisco pensare che per qualche strano mistero, ora/attualmente, questo decantato-amato-odiato-invocato-implorato Dio, non ci sia più.

E' così blasfema l'idea che Dio possa non esistere più?








Mi trovo in sintonia con quanto te dici.
Rispondendo a Predestinato: hai ragione te, è nella natura umana domandarsi da dove si viene e perché. Anche gli atei se lo chiedono, e semplicemente danno delle risposte diverse rispetto a chi crede in Dio.
Più che un ateo, o un agnostico, o un credente, mi fa paura una persona che smette di farsi domande, che sopprime i dubbi, che non lascia spazio ai punti interrogativi. Insomma, l'atteggiamente mentale integralista: è quello che ci fa diventare simili agli animali, la non ragionevolezza.
edinz
00giovedì 5 marzo 2009 22:48
Re: Re: Re:
predestinato74, 04/03/2009 22.39:




sembra di capire dal tuo messaggio, che per te, il vero valore è viaggiare, non l'essere giunti a destinazione.
Il valore è cercare, non trovare l'oggetto cercato.

quindi la ricerca finalizzata a se stessa e non finalizzata al possesso della verità, perchè chiunque afferma di essere giunto ad una qualsiasi verità, smette perciò stesso di cercare.

ma a che scopo cercare senza la speranza di trovare?
per il gusto della ricerca?


Credere in dio, a mio modo di vedere, significa smettere di cercare



mah, se dai un occhiata ai monumenti letterari in migliaia d'anni la ricerca non si è mai fermata, pur accogliendo punti fissi, cardinali.
ci vorrebbe una vita a leggere tutte le opere che si sono prodotte da teologi e filosofi sull'argomento Dio.
non mi pare che accettare l'esistenza di Dio e determinati dogmi, costituisca un impedimento alla ricerca, tutt'altro, aiuta a cercare nella direzione giusta



Probabilmente il mio pensiero non era sufficientemente chiaro. Ho inteso dire che dio non è la risposta alle mie domande, che altre risposte conclusive, al momento, non ne ho e che, dunque, non credo di potermi permettere di smettere di cercare.

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